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Menopausa

Il 5 %: perché in Italia la menopausa non si cura

In Italia solo il 5 % delle donne in menopausa è in terapia, una quota ferma da trent'anni. Le tre barriere, cosa è successo nel 2002, cosa dicono le linee guida oggi e come decidere informate.

Diciassette milioni di donne italiane sono in menopausa o perimenopausa. Cinque su cento sono in terapia ormonale. Il numero, che viene dall'indagine di Fondazione Onda, è fermo da trent'anni ed è tra i più bassi d'Europa. Non è un articolo per convincere nessuna a fare una terapia: sarebbe sbagliato e non ci è consentito. È un articolo per capire perché il numero è quello, e cosa serve per decidere con la propria testa.

Le tre barriere

L'indagine Onda le ha misurate. Il 43 % delle donne considera la menopausa una fase naturale che non richiede cure; il 48 % preferisce non assumere farmaci se non indispensabili; il 35 % teme gli effetti collaterali. Tutte e tre sono posizioni legittime. Tutte e tre meritano una risposta clinica, non un'alzata di spalle.

«È naturale». Lo è. Lo è anche la presbiopia, e portiamo gli occhiali. La naturalezza di una fase non dice nulla su quanto pesino i suoi sintomi né su cosa sia ragionevole fare: quello dipende dalla singola donna.

«Niente farmaci se non indispensabili». È un principio sano. Il punto è chi decide cosa è indispensabile: una donna che dorme tre ore a notte da due anni, o che ha vampate ogni ora in ufficio, ha diritto a sapere che esistono opzioni — ormonali e non — e a valutarle.

«Ho paura degli effetti collaterali». È la barriera con la storia più lunga, e va raccontata.

Cosa è successo nel 2002

Quell'anno un grande studio americano (Women's Health Initiative) interruppe anticipatamente un braccio della sperimentazione riportando un aumento di alcuni rischi nelle donne in terapia ormonale. I titoli furono enormi; in pochi mesi milioni di donne nel mondo sospesero la terapia, e i medici smisero di proporla. Negli anni successivi, le analisi di quei dati hanno mostrato un quadro molto più articolato: le donne studiate erano in media più anziane e più lontane dalla menopausa di quelle a cui la terapia viene tipicamente proposta, e i risultati variavano molto per età, tipo di terapia e tempo dall'ultimo ciclo. Le società scientifiche hanno progressivamente aggiornato le raccomandazioni. Ma la paura è rimasta, e in Italia più che altrove.

Cosa dicono le linee guida oggi

In sintesi, e senza tifo: per le donne con sintomi che pesano, sotto i 60 anni o entro dieci anni dall'ultimo ciclo, senza controindicazioni specifiche, i benefici della terapia ormonale sui sintomi vasomotori e su altri aspetti superano in genere i rischi, che vanno comunque valutati individualmente. Esistono controindicazioni chiare (tra cui una storia personale di alcuni tumori o di trombosi) che la specialista verifica. Esistono opzioni non ormonali con evidenze. E la decisione, in ogni caso, è personale e revocabile.

Cosa succede altrove

Nel Regno Unito le prescrizioni per la menopausa sono cresciute dell'11 % in un anno, fino a 14,7 milioni; negli Stati Uniti sono aumentate dell'86 % tra il 2021 e il 2025 nella fascia 50–65 anni. Non è un traguardo da inseguire — un numero alto non è «giusto» più di uno basso — ma indica che la conversazione, altrove, è cambiata. In Italia la quota è ferma. Il ritardo non è delle donne: è dell'informazione.

Come decidere informate

  1. Sapere cosa sta succedendo: inquadrare la fase con una specialista.
  2. Misurare quanto pesano i sintomi sulla vita, non quanto «dovrebbero» pesare.
  3. Conoscere le opzioni, tutte, con benefici e rischi per la propria storia.
  4. Decidere, e poter cambiare idea: il piano si rivaluta nel tempo.

Domande frequenti

La terapia ormonale è per tutte?

No. Ci sono controindicazioni precise e situazioni in cui non è indicata; la valutazione è individuale.

Se non voglio ormoni, cosa resta?

Opzioni non ormonali, farmacologiche e non, e la prevenzione che conta in questa fase. Si decide insieme.

Posso iniziare e poi smettere?

Sì. Il piano si rivaluta a intervalli programmati e si può interrompere.

Fonti: Fondazione Onda, indagine «La menopausa nella vita delle donne»; ANSA, 28 maggio 2025; raccomandazioni delle società di menopausa internazionali e delle società ginecologiche italiane; dati NHS e statunitensi ripresi da Cronache di Scienza (maggio 2026). Immagine illustrativa.

A cura della redazione Venùsya · Contenuto informativo: non sostituisce il parere della specialista · Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026

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