Il cuore delle donne dopo i 50
Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte tra le donne, e il rischio cresce dopo la menopausa. Perché, cosa misurare, e cosa fare ogni anno.
Si pensa al cuore come a un problema maschile. Non lo è: le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte tra le donne, e il rischio cambia proprio nella fase della vita di cui si parla meno, la transizione menopausale. La prevenzione, in questa fase, non è una speranza: è un pannello di esami, alcune misure e un calendario.
Perché il rischio cresce dopo la menopausa
Gli estrogeni hanno un effetto protettivo sui vasi e sul profilo dei grassi nel sangue. Con il loro calo:
- il colesterolo LDL tende a salire e i trigliceridi aumentano;
- la pressione arteriosa tende a crescere;
- il grasso si sposta sull'addome, con effetti sull'insulina e sull'infiammazione;
- la rigidità dei vasi aumenta.
A questo si aggiungono fattori che pesano più nelle donne: i sintomi vasomotori intensi e precoci sono stati associati a un profilo di rischio più sfavorevole; la menopausa precoce (prima dei 40–45 anni) è un fattore di rischio riconosciuto; alcune condizioni della gravidanza (ipertensione, preeclampsia, diabete gestazionale) sono segnali di rischio futuro che spesso nessuno ricorda di chiedere.
I sintomi che nelle donne si presentano diversamente
Un infarto nelle donne non sempre si presenta con il classico dolore al petto: possono prevalere affanno, stanchezza insolita, dolore alla schiena, alla mandibola o allo stomaco, nausea. Conoscerlo salva tempo. In caso di sintomi acuti si chiama il 112, sempre.
Cosa misurare
- Pressione arteriosa, a casa e in visita, con metodo.
- Profilo lipidico: colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi; in casi selezionati anche altri parametri che il medico ritiene utili.
- Glicemia ed emoglobina glicata.
- Circonferenza vita e peso.
- Funzione renale.
- La storia: familiarità, gravidanze, fumo, sonno, sintomi vasomotori, età della menopausa.
Con questi elementi si stima il rischio con gli strumenti validati e si decide cosa fare, e con quale priorità.
Cosa fare ogni anno
- Misurare i parametri sopra e confrontarli con l'anno precedente.
- Mantenere l'attività fisica, con una parte di allenamento di forza.
- Non fumare; limitare l'alcol.
- Proteggere il sonno: il sonno frammentato pesa su pressione e metabolismo.
- Discutere con il medico i valori alterati: alcune situazioni richiedono un trattamento, che il medico decide e prescrive in visita.
Il legame con la terapia ormonale
È una domanda frequente. Le linee guida indicano che iniziare una terapia ormonale, quando indicata per i sintomi, entro dieci anni dalla menopausa o prima dei 60 anni non aumenta e potrebbe non peggiorare il rischio cardiovascolare in donne sane; ma non è una terapia per prevenire le malattie cardiovascolari, e la valutazione è individuale. Se ne parla con la specialista, con la propria storia in mano.
Domande frequenti
A che età iniziare?
I controlli di base hanno senso già prima dei 50; la transizione menopausale è il momento in cui aggiornarli e leggerli con più attenzione.
Serve un cardiologo?
Non sempre: la valutazione di base è internistica; il cardiologo interviene quando il rischio o i sintomi lo richiedono.
Il colesterolo alto in menopausa è normale?
È frequente, non «normale»: va misurato e gestito, con lo stile di vita e, quando indicato, con un trattamento deciso dal medico.
Fonti: linee guida europee sulla prevenzione cardiovascolare; posizioni delle società di menopausa sul rischio cardiovascolare nella transizione; Fondazione Onda. Immagine illustrativa.
A cura della redazione Venùsya · Contenuto informativo: non sostituisce il parere della specialista · Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026