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Ciclo

Ciclo irregolare: le cause che si vedono negli esami

Tiroide, prolattina, ovaio policistico, stress energetico, perimenopausa: le cause di un ciclo irregolare che si vedono negli esami, e in quale ordine si cercano.

Un ciclo che salta, che arriva ogni due mesi o ogni due settimane, che cambia in quantità o che sparisce: la prima spiegazione che si riceve, e che ci si dà, è «lo stress». A volte è vero. Ma un ciclo che non torna ha quasi sempre una causa identificabile, e molte si vedono in un prelievo. Ecco quali, e come le cerca la ginecologa.

Cosa significa «irregolare»

Un ciclo normale dura tra i 24 e i 38 giorni, con una variabilità da un ciclo all'altro di pochi giorni. Si parla di irregolarità quando i cicli sono più corti o più lunghi, molto variabili, quando mancano per più di tre mesi (amenorrea), o quando cambiano bruscamente in quantità. Nei primi anni dopo il menarca e nella perimenopausa una certa irregolarità è attesa; tra i 20 e i 40 anni merita di essere inquadrata.

Le cause che si vedono negli esami

  • Tiroide. Sia l'ipo- che l'ipertiroidismo alterano il ciclo. Un TSH è il primo esame, semplice e decisivo.
  • Prolattina. Un valore elevato può bloccare l'ovulazione; le cause vanno da farmaci a stress a condizioni ipofisarie. Si misura in condizioni standard, perché è sensibile allo stress del prelievo stesso.
  • Sindrome dell'ovaio policistico. È la causa più frequente di cicli lunghi o assenti nell'età fertile. La diagnosi si basa su criteri precisi — irregolarità del ciclo, segni clinici o di laboratorio di eccesso di androgeni, aspetto ecografico — e non è un'etichetta da un solo esame. Il profilo androgenico e il quadro metabolico fanno parte dell'inquadramento.
  • Stress energetico. Diete molto restrittive, dimagrimenti rapidi, attività fisica molto intensa possono spegnere il segnale ipotalamico: è un'amenorrea funzionale, si vede da FSH, LH ed estradiolo bassi, e si cura correggendo la causa.
  • Perimenopausa o insufficienza ovarica. Sopra i 40 anni l'irregolarità può essere la prima fase della transizione; sotto i 40, un'insufficienza ovarica va cercata con FSH ripetuto ed esami dedicati.
  • Gravidanza. Sembra ovvio, ma è la prima cosa da escludere in una donna in età fertile con un ciclo assente.
  • Altre condizioni (surrene, ipofisi, alcune malattie croniche, farmaci): si cercano quando il quadro lo suggerisce.

In quale ordine si cercano

La ginecologa non prescrive «tutti gli ormoni»: prescrive nell'ordine che il quadro indica. Di solito: esclusione della gravidanza; TSH e prolattina; poi, in giorni precisi del ciclo (o in qualsiasi giorno se assente), FSH, LH, estradiolo; gli androgeni se ci sono segni clinici; l'ecografia pelvica quando serve. Il momento del prelievo conta: alcuni valori si leggono solo nei primi giorni del ciclo.

Perché non fermarsi a «è lo stress»

Perché lo stress è una diagnosi di esclusione: si arriva a dirlo dopo aver escluso il resto, non prima. E perché alcune cause — tiroide, prolattina, ovaio policistico — hanno implicazioni oltre il ciclo (metabolismo, fertilità, ossa) che vale la pena conoscere presto.

Domande frequenti

Il ciclo irregolare impedisce di restare incinte?

Può rendere l'ovulazione meno prevedibile, ma dipende dalla causa: inquadrarla è il primo passo, anche per chi non cerca una gravidanza.

Serve fare gli esami in un giorno preciso?

Per alcuni sì (i primi giorni del ciclo); la specialista lo indica.

La pillola «regolarizza»?

Regolarizza il sanguinamento, non la causa. È una scelta possibile, ma la causa va conosciuta prima.

Fonti: criteri diagnostici internazionali per la sindrome dell'ovaio policistico; raccomandazioni delle società ginecologiche ed endocrinologiche sull'inquadramento delle irregolarità mestruali. Immagine illustrativa.

A cura della redazione Venùsya · Contenuto informativo: non sostituisce il parere della specialista · Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026

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